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Mobilità sostenibile per il rilancio delle Città Metropolitane

€ 2.000 IVA Inclusa

Direttore scientifico: Andrea Gilardoni

Coordinatore del progetto: Stefano Clerici

Autori: Michele Perotti, Federico Montanaro

Pagine: 125

Lingua: Italiano

Descrizione prodotto

Il contesto: la mobilità sostenibile in Italia e l’adattamento al COVID-19

Il settore della mobilità in Italia, oggi più che mai, ha necessità di una pianificazione chiara e di risorse per il suo rilancio. Le politiche avviate per contrastare le criticità emerse negli ultimi decenni (il traffico, la pessima qualità dell’aria nelle città, il contributo al cambiamento climatico) sono state compromesse dalle misure legate all’emergenza COVID-19.

Gli aspetti più critici relativi alla mobilità urbana sono l’utilizzo predominante dell’automobile privata per gli spostamenti, quindi lo scarso utilizzo del trasporto condiviso, e un parco circolante vetusto e molto inquinante. Rispetto al primo elemento, persino nelle Città Metropolitane, dove il trasporto pubblico dovrebbe aver raggiunto alti livelli di efficienza, più del 55% (in alcune città anche il 70%) degli spostamenti è effettuato in auto. Questa tendenza si combina negativamente con le caratteristiche del parco auto, un’età media superiore agli 11 anni e la presenza di veicoli molto inquinanti (il 35% è di classe pari o inferiore a Euro 3).

A questo quadro si aggiungono gli obiettivi comunitari sempre più stringenti in tema di emissioni, trasformati in obiettivi vincolanti dal Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC), che rendono non più rinviabili azioni che impongano un cambiamento radicale del settore. Contestualmente, le nuove tecnologie e i nuovi paradigmi di mobilità che si affacciano sul settore (elettrificazione, sharing mobility, guida autonoma, ecc.) offrono possibili soluzioni, il cui sviluppo richiede però un attento coordinamento e una visione ampia.

L’emergenza COVID-19 ha costretto a un ripensamento della mobilità urbana, per via delle necessità di distanziamento interpersonale (che pone una sfida per l’utilizzo del TPL), ma anche per le modifiche nelle abitudini dei cittadini, in primis il ricorso esteso allo smart working e l’opportuna differenziazione degli orari delle attività. Le aziende di TPL tra i mesi di marzo e maggio 2020 hanno visto ridursi del 95% i passeggeri trasportati, a fronte di una riduzione delle corse di solo il 50% , e ancora oggi (Settembre 2020) non hanno ripreso l’operatività pre-crisi.

Obiettivi e risultati del lavoro

Il progetto OptimalSustainable Mobility Mix (OSMM), avviato nel 2018, nasce per fornire soluzioni concrete nel contesto della transizione verso forme di mobilità sostenibili. Il progetto di ricerca, grazie a un confronto costante con i Partner (operatori tecnologici e infrastrutturali, utilities, associazioni) e le istituzioni, vuole avanzare proposte operative e di policy strettamente legate alle esigenze dei contesti di riferimento che emergono da un’analisi approfondita dei dati disponibili e dal confronto con gli operatori.

La prima edizione del progetto, “Mobilità Sostenibile: strategie per le aree urbane al 2030”, ha dimostrato che attraverso specifici investimenti infrastrutturali ed evoluzioni di policy, è possibile raggiungere e superare gli obiettivi del PNIEC di riduzione delle emissioni di CO2 e di consumi energetici. Il lavoro è sfociato in un insieme di proposte, “Percorsi OSMM”, che prevedono interventi ad hoc a seconda dei diversi contesti urbani e delle criticità da risolvere.

La seconda edizione del progetto OSMM prende le fila dal lavoro dell’anno precedente, nell’ottica di approfondire lo studio dei contesti urbani e mettere a terra le proposte formulate. A tal fine la ricerca si compone di due parti distinte, ma interrelate. La prima approfondisce il tema della mobilità sostenibile nelle Città Metropolitane formulando un Indice di Mobilità Sostenibile (IMS) che attraverso un punteggio sintetico esprima il grado di sostenibilità di un sistema di trasporti urbano. La seconda parte è incentrata sul tema dell’intermodalità, con lo scopo di mostrare modelli possibili di integrazione modale smart.

La ricerca si rivolge a tutti gli operatori del settore della mobilità, nonché alle istituzioni coinvolte (amministrazioni locali, Regioni, Ministeri, Autorità di regolazione), per i quali può costituire uno strumento utile per approfondire le tendenze in atto sul mercato e pianificare le scelte strategiche di investimento.

Il Rapporto è diviso in quattro parti. Una Premessa sintetizza brevemente i principali risultati dello Studio OSMM 2019. La Parte 1 è dedicata all’Indice di Mobilità Sostenibile. La Parte 2 contiene l’approfondimento sul tema dell’integrazione modale. A conclusione del lavoro, la Parte 3 raccoglie le proposte di policy per il governo, le Regioni e gli enti locali.

INDICE

Executive summary

Premessa. Principali evidenze dallo Studio OSMM 2019 Mobilità Sostenibile, strategie per le aree urbane al 2030

Parte 1. Misurare la sostenibilità dei sistemi di trasporto nelle Aree Metropolitane: l’Indice di Mobilità Sostenibile
Obiettivo e metodologia
Indice di Mobilità Sostenibile: contenuto e classifiche
Conclusioni: le priorità strategiche

Parte 2. Integrazione smart di servizi e infrastrutture: casi e modelli di intermodalità
Introduzione: obiettivo e contesto del lavoro
Strategie di integrazione smart 2.0
Best practices nazionali e internazionali
Lezioni apprese: infrastrutture, digitale e governance
Modelli OSMM di integrazione modale
Conclusioni: passi concreti verso l’integrazione modale smart

Parte 3. Proposte di Policy
Proposte di alto livello
Proposte di livello intermedio
Proposte per il livello locale

Appendice 1. Dati degli indicatori di mobilità sostenibile

Appendice 2. Coefficienti di ponderazione

Bibliografia

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